SINH LO Correzioni di tecnica, postura e applicazione marziale

 

1. Postura iniziale e direzione del sigillo Alla partenza della forma il busto deve rimanere dritti, non inclinato in avanti; molti sbagliano proprio allineamento del corpo all’inizio. Per quanto riguarda il sigillo, la direzione di entrambe le mani è orientata verso il basso. Non c’è una mano che va in alto e una in basso o un’inversione di rovescio: pensate semplicemente a una parata verso il basso.

2. La figura corretta: non è una rondine Molti confondono questo gesto con la figura della rondine, ma la rondine appartiene a un’altra forma. Qui la struttura è diversa, dritta e centrata: rappresenta la connessione tra il “Cielo” e la “Terra”. Corrisponde all’azione di parare con un braccio ed effettuare un attacco o una pressione con il pollice dell’altro.

3. Il caricamento delle braccia: passare sempre dall’interno Quando ci si gira per portare il braccio all’indietro, la traiettoria deve passare rigorosamente dall’interno della propria figura e mai dall’esterno. La spiegazione marziale è semplice: se un avversario vi abbraccia lateralmente o vi blocca, per liberarvi dovete caricare e aprire la leva partendo dall’interno del suo blocco, non dall’esterno delle sue braccia, altrimenti la tecnica perde ogni efficacia.

4. Esecuzione del Von Gai Nel passaggio del Von Gai non si deve eseguire un sigillo accentuato o fuori posto. Si tratta semplicemente di una discesa in diagonale e di una stabilizzazione della postura, mantenendo il gesto pulito ed essenziale.

5. Uso delle mani e preparazione per il gabbiano Nelle sequenze di attacco o parata (1, 2) si lavora chiudendo e poi aprendo la mano. Anche alla seconda ripetizione il pugno/mano si chiude prima di riaprirsi: questo serve per prepararsi al movimento successivo (la figura del gabbiano), arrivando con le braccia ben aperte ed estese per poi proseguire con i passi e le parate successive.

6. La “sciabola nascosta” Quando si esegue la doppia sciabola (o posizione lunga), la lama o la mano non deve sporgere in modo evidente. Questa tecnica si chiama appunto “sciabola nascosta”: una mano/arma difende o punta alla gola dell’avversario, mentre l’altra rimane invisibile e coperta subito sotto, pronta a intervenire senza mostrare l’attacco in anticipo.

GM Bao Lan

[ottobre 2025]

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SINH LO principi marziali, logica, esecuzione

1. La logica della parata e l’intenzione marziale Parliamo del senso dei movimenti. A volte si tende a girare le mani o i bracci al contrario: magari il risultato visivo finale sembra simile, ma la logica marziale viene meno, e questo non va bene. Per ricordare come fare una tecnica, bisogna risalire alla sua funzione. Se io alzo la gamba e abbasso la mano, sto facendo una parata: la traiettoria dev’essere per forza dall’alto verso il basso. Posso anche fare un cerchio con il braccio per dare più eleganza al movimento, ma la direzione di fondo non cambia. Fare il movimento al contrario non ha senso marziale. Ad esempio, in Ba Xie la parata scende verso il basso: questo è il senso. Al quarto anno di pratica si può anche sbagliare, ma al secondo Dan bisogna avere una comprensione chiara di quello che si sta facendo.

2. La fluidità nei movimenti circolari delle mani Prestate attenzione a come muovete le mani. Quando una mano parte da un punto, non deve tornare indietro sui suoi passi o spezzare il movimento. Se parte da una posizione, deve rimanere all’interno del suo piano di movimento e continuare a seguire il cerchio in modo fluido. Alcuni fanno il gesto e poi tornano indietro: no, il giro va continuato senza interruzioni.

3. La direzione della forza e lo spostamento delle gambe Anche la sequenza dei passi segue una logica ben precisa. Alzare prima la gamba destra o la sinistra non è casuale: dipende da dove sta andando la forza. Se nella prima parte della forma la forza si sposta verso un lato, il corpo e le gambe devono seguire quella direzione. Quando poi si deve tornare indietro, la forza cambia verso e anche i passi si adeguano. Non imparate i movimenti a memoria in modo meccanico: capite la logica di dove vi sta portando l’energia.

4. Capire la parte Yin e la parte Yang Nella forma abbiamo due fasi principali. La prima parte è Yin, quindi più morbida. La seconda parte è Yang, ma attenzione: Yang non significa correre o andare a tutta velocità. Lo Yang si manifesta in diverse direzioni e riguarda soprattutto l’espressività e la potenza, non la fretta.

5. Cos’è davvero la forza nello Yang La forza Yang può essere anche molto nascosta, interna o manifestata in un movimento lento. Pensate alla differenza tra un’automobile da corsa e un trattore: il trattore si muove lentamente, ma ha una forza e una quantità di cavalli enorme. La potenza nello Yang si deve vedere e percepire, ma non serve sbattere, fare scatti bruschi o mostrare uno sforzo eccessivo. Non è la velocità a decidere lo Yang, ma la potenza e la forza interiore.

6. Dall’esecuzione all’interpretazione Questa è una forma semplice da imparare nei movimenti esterni, ma è difficile da interpretare nel suo significato profondo. Per renderla davvero bella non basta ripetere i gesti: bisogna saperla impostare bene, dandole il giusto senso marziale, la corretta direzione dell’energia e la giusta intenzione. Se si capiscono questi elementi, diventa una forma bellissima.

GM Bao Lan

[maggio 2026 ]

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Dalle Lezioni del GM Bao Lan appunti e approfondimenti

Gli insegnamenti del GM Bao Lan attraversano i decenni ci regalano sempre qualcosa di nuovo. Centinaia di ore dedicate agli Stage, alle forme, alla teoria e alla pratica rappresentano un patrimonio prezioso e unico nel panorama delle Arti Marziali. 

Con i prossimi post inizieremo a pubblicare Appunti presi dalle sue lezioni suddivisi per argomento e tema principale: Quyen, Teoria e pratica all’interno del vasto e sempre affascinante programma del Viet Tai Chi.

Cercheremo di rispettare il programma di un post a settimana e sceglieremo approfondimenti dedicati a ogni aspetto della pratica.

Con un grande augurio di buon inizio anno accademico 2026-2027 vi diamo appuntamento per il primo articolo mercoledì 9 settembre

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SIETE PRONTI? MARTEDI’ E’ ALLE PORTE

La palestra riaprirà martedì 1 settembre 2026

Viet Vo Dao – Adulti dal 1 settembre  – Bambini/Juniores dal 15 settembre

Viet Tai Chi – corso serale dal 2 settembre – corso mattino dal 15 settembre

Corso armi tradizionali dal 16 settembre

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Un nuovo inizio per il Viet Vo Dao

Nasce la WORLD VIỆT VÕ ĐẠO FEDERATION

Per lo sviluppo delle Arti marziali vietnamita nel mondo

Per continuare la Via lasciata dai nostri Grandi Maestri in Europa

Per praticare il fantastico AM Viet in fratellanza e solidarietà

Una nuova realtà che segue una vecchia tradizione!

Allo stage di Dunkerque si è svolta la seconda assemblea della WVVDF dopo quella a giugno 2026

riportiamo il comunicato ufficiale

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Stage Dunkerque 26-28 giugno 2026

Dunkerque, tre giorni di cammino condiviso
C’è qualcosa che accade quando decine di praticanti si ritrovano nello stesso luogo, sullo stesso tatami, mossi dalla stessa passione: il tempo rallenta, il rumore si spegne, e resta solo il gesto.

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È questo lo spirito che ha attraversato il nostro Stage Internazionale di fine stagione, svoltosi a Dunkerque dal 26 al 28 giugno 2026, alla presenza del Gran Maestro Bao Lan.
Oltre 70 praticanti sono arrivati da Italia, Svizzera, Portogallo e Francia. Persone diverse per lingua e provenienza, unite dalla pratica delle arti marziali vietnamite e dal desiderio di crescere, insieme, un passo alla volta.

Questa edizione, però, ci ha messo alla prova ancora prima di cominciare. Il giorno precedente all’evento, un’ordinanza legata all’ondata di caldo ha imposto la chiusura di tutte le palestre. Un imprevisto che, in altri tempi, avrebbe potuto fermare tutto. E invece è diventato un insegnamento.

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Sono stati cercati nuovi spazi, riorganizzato gli allenamenti, adattato i ritmi: sale climatizzate, angoli d’ombra, luoghi accoglienti trovati inaspettatamente. Lo stage si è fatto nomade, e in quella capacità di adattarsi senza perdere la calma si nasconde forse la lezione più autentica di queste arti. Non opporsi alla difficoltà, ma accoglierla e trasformarla.

Nei tre giorni si è respirata un’atmosfera di concentrazione serena. Allenamento, ascolto, correzione, ripetizione: il lavoro paziente che sta alla base di ogni progresso reale. I Maestri hanno condiviso con generosità la loro conoscenza, e ogni praticante ha avuto modo di misurarsi con i propri limiti, senza fretta e senza giudizio.

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WhatsApp Image 2026-07-08 at 21.10.19 (9)Il weekend ha ospitato anche le sessioni d’esame. Momenti intensi, vissuti con emozione e compostezza, che hanno coronato mesi e anni di impegno silenzioso. Il risultato più significativo di questo percorso sono le 6 nuove Cinture Nere e i 6 nuovi Insegnanti: traguardi che non segnano un punto d’arrivo, ma l’inizio di una responsabilità nuova, quella di custodire e trasmettere ciò che si è ricevuto.
Perché è proprio questo il cuore del nostro cammino: non la prestazione, ma la trasmissione.

Ogni gesto imparato porta con sé la storia di chi lo ha insegnato, e ogni allievo diventa, a sua volta, un anello di una catena che continua.

WhatsApp Image 2026-07-08 at 21.10.19 (15)Un ringraziamento sincero va al Maestro Jean-François, che con dedizione e cura, anno dopo anno, fa crescere questo appuntamento internazionale rendendolo un punto di riferimento per tutta la nostra comunità. E un grazie a tutti coloro che, con la loro presenza e il loro impegno, hanno reso questi tre giorni un momento di scambio autentico.

Ci portiamo a casa la fatica bella dell’allenamento, i sorrisi condivisi e la sensazione — semplice e profonda — di appartenere a qualcosa di più grande di noi.

Il cammino continua. Insieme, un passo alla volta.

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